Lo strato sociale

Mi sto rompendo il cazzo.

Non tollero che la mia terra venga ridotta così ma soprattutto non tollero che ci prendano per il culo. Non bastavano le tristissime vicende legate alla cura con le staminali o alla formazione di buchi neri al Cern, ora un cretino deve dire che i terremoti sono causati dalla popolazione terrestre in movimento e un altro che gli argini dei fiumi crollano per colpa delle tane degli animali.

BenqAgnCEAAOCIy

Basta.

Come già detto, l’Emiliano è una brutta razza: spero davvero che non si incazzi.

Per fortuna la colonna sonora di queste giornate lunghissime mi viene in aiuto: per due giorni consecutivi, nello stesso punto, davanti allo stesso ristorante, LA stazione radio mi ha regalato Battisti, un ottimo modo per sopportare le code infinite. E a casa sfogo parte della rabbia che ho canticchiando gli amici Tsubo, poeti. 

Aspetto che le cose tornino più o meno alla normalità, sperando che smetta di piovere.

Bran

 

Con(Joy)Division

Vorrei condividere con voi alcune cose , come se foste il mio diario personale.

Concetti di pochi giorni che non voglio, per ora, dimenticare.

L’AMORE E’ UNA COSA CHE VAFFANCULO.

Non solo ogni lasciata è persa. E’ strano ma vedrai, che ogni scelta è in perdita.

Divorare rapporti come toppe per pantaloni.

Philomena Lee.

 

Liz.

Mestizia da concerto

Amo davvero la musica nel senso più ampio del termine: il susseguirsi di note con l’eventuale accompagnamento di parole, le emozioni che derivano dall’ascolto, le immagini che nascono nella mente risvegliate dalla melodia.

Ma ripeto, amo tutto, anche le cose più concrete e se volete veniali: amo girovagare per negozi (reali o virtuali) e per mercatini alla ricerca di dischi da ammirare e acquistare, amo togliere la plastica protettiva, osservare l’artwork, estrarre con delicatezza il libretto e buttarmi nella lettura dei testi, prima e durante l’ascolto delle canzoni, amo scorrere i ringraziamenti, scoprire grazie ad essi band nuove, amo conoscere che tipo di strumentazione utilizzano i musicisti dalle foto o dalle note a fine libretto, amo immergermi nel suono provando a cogliere il fil rouge che lega l’intera opera, perché deve esserci un collegamento tra le tracce di un album, ma non divaghiamo.

Amo la musica nelle sue forme, e non posso quindi che adorare letteralmente la sua versione dal vivo, amo i concerti: mi danno un’energia e una voglia di vita che raramente ho ottenuto da altre esperienze.

Ultimamente però anche le esibizioni live mi regalano un velo di malinconia.

Quando assisto ad un concerto, specialmente quando ambientato in locali piccoli mi ricordo che nella mia città invece non c’è più nulla, l’unico circolo che ci rimaneva e che permetteva di assistere a performance live di band di tutti i tipi è chiuso fino a data da destinarsi. Due discoteche scomparse, e al posto di una di esse ora sorge un palazzo mai concluso. Nessun cinema rimanente.

Anche il teatro è ridotto ad una barzelletta circense. Siamo perfino senza una biblioteca.

Pensandoci però è raddoppiato il numero di bar destinati all’alta borghesia, uno in centro e uno nel nuovo polo commerciale. Evviva.

Finché c’è Ekidna c’è speranza.

Bran

La riflessione che ha portato alla stesura di queste righe è nata dopo il concerto di una band che su disco non mi fa impazzire, ma che sul palco spacca davvero.  

Andate a ammirarli se potete, magari ci si becca là.

Non è per Sempre ( E non è il secondo articolo )

Vorrei spiegare a tutti una cosa. Spotify mi fa paura. Io ascolto musica a ripetizione “Sarà una delle sue solite fisse, poi le passa” E invece non so se passerà. Sta di fatto che ogni momento è buono per ascoltare musica. Ogni giorno una canzone nuova. Più bella. Spesso parla di te. E allora ovviamente ti entra nelle vene.

Non è per sempre. Credo che la sua melodia in certi punti sia degna di una citazione di Capossela “… che strappa le vene e che lascia sfiniti la sera.”

 

Liz,.

V. O. R. R. E. I. ( scrivere due articoli )

Il primo, non per importanza è questo.

Credo sia primo per una questione di concetto. Il concetto del vuoto, insomma. Quelle cose che non sai bene se esistono, ma non importa. L’importante è averci una teoria. Si, averci una teoria sulle cose. Poi si vede, che se sei chimico è un conto. E se sei qualcos’altro, è un altro conto.

Io però ho la soluzione. Che non è poi mia, ma ci ho pensato prima, e quindi la divulgo. Una di quelle cose del tipo “Vedendo questo, mi viene in mente una frase” … Anche se stavolta è stato “Pensando al vuoto… cacchio, è vero. Quel film lo dice.”

Liz.

Ammeriga

PUNTO 1: anche io considero quello statunitense il “popolo” più stupido del pianeta, o forse no, ma un posto sul podio allo zio Sam non lo si può negare.

PUNTO 2: senza dubbio alcuno (sottolineo il senza dubbio) secondo me il PAESE DELLA MUSICA è il Regno Unito. Non c’è paragone con altro.

PUNTO 3: durante una recente chiacchierata con il Capo ci siamo messi a fantasticare su esotiche destinazioni in giro per il Mondo da visitare prima o poi (e.g. New Zealand, Japan, Iceland…), ma no, gli Stati Uniti non sono nei miei sogni, o meglio, sono in coda dietro a innumerevoli altre mete.

PUNTO 4 – La conclusione: sono consapevole di essere particolare, forse un poco strano, quindi ora mi contraddirò da solo.

Esistono città statunitensi che dovrò (sottolineo dovrò) visitare per quello che indirettamente rappresentano per me (in ordine rigorosamente sparso):

Los Angeles e San Francisco (no ma vi devo dire il perché?)

Tampa e Fort Lauderdale

Providence

I am providence

Portland

Des Moines

Seattle

Non mi resta che trovare un compagno di viaggio.

Bran