Notti Insonni

Non so per quale stupido motivo, non riesco a dormire. Sono un paio di notti che torno tardi, convinta che il sonno di birre bevute in compagnia, mi stia per spezzare gli occhi in due. Poi arrivo a casa, e come se niente fosse -> occhi attenti e vigili. Come se non ci fosse una giornata passata alle mie spalle. Ma questo è il meno. La cosa peggiore non sono gli occhi aperti ma ben sì la totale mancanza di stanchezza che fino a qualche ora prima mi stava piegando in due. Why? O forse è meglio Why not? Forse è un segno per dire: Fai. Crea. Pensa. Leggi. Non invecchiare. Scrivi. Osserva. Ascolta. Confidati.
– ebbene si, mi sono appena confidata con l’ultima persona a cui avrei pensato di raccontarmi. Ma si sa, di notte i discorsi filano meglio. Sopratutto se sei accompaganta da una seria serie di bicchieri (di)vino –
Dal letto sono andata al divano per leggere il mio libro nuovo. Un auto regalo smart, per essere moderna nel lessico. L’arte di essere felici. Il buon Seneca che mi offre un Remeber Filosofia Delle Superiori a soli 99 cent. Interessante. La Felicità non è dove va il pensiero comune. E se fosse vero? Va beh dai, lo ho sempre pensato. Inutile nasconderlo. Faccio la pecora del gregge, ma forse non la sono del tutto. Mi piacciono gli orecchini di cocco e i tatuaggi. E gli occhiali. E sto stretta dove sto. E nessuno si accorge che vorrei girare con la mia futura felpa large senza doverla usare solo come da pigiama. Non mi compriende non mi compriende.

Ps. AnnaPaola non farti luccicare gli occhi mentre parli con me. Sono piú sensibile di quanto si pensi.

Liz.

Festivalbar perché c’è il bar #3

Premessa: questo è un blog assolutamente antifascista e D’Annunzio non ci è mai piaciuto tanto.

Parliamo ora di musica introducendo una band che nel suo genere ha davvero tanto da dire: Spite Extreme Wing.

Poche parole, Black Metal Italiano, probabilmente la cosa migliore mai prodotta  in questo campo nello stivale.

Non so, penso sia trascurabile rispetto alla musica tutta l’iconografia anni ’30, la dedica alla super impresa di Fiume e al nano poeta vate e la questione delle varie registrazioni in fortini della I Guerra Mondiale/ Chiese sconsacrate/ casette di legno, ma è un mio pensiero.

Ricordandovi il nostro convinto antifascismo vi auguro buon ascolto.

Bran

“Pourquoi que je vis” (Boris Vian)

Pourquoi que je vis
Pourquoi que je vis
Pour la jambe jaune
D’une femme blonde
Appuyée au mur
Sous le plein soleil
Pour la voile ronde
D’un pointu du port
Pour l’ombre des stores
Le café glacé
Qu’on boit dans un tube
Pour toucher le sable
Voir le fond de l’eau
Qui devient si bleu
Qui descend si bas
Avec les poissons
Les calmes poissons
Ils paissent le fond
Volent au-dessus
Des algues cheveux
Comme zoizeaux lents
Comme zoizeaux bleus
Pourquoi que je vis
Parce que c’est joli

Una poesia che forse non piacerà a tutti. Non me ne importa, perché è bella.

Bran

PS non vorrei crepare