Con(Joy)Division

Vorrei condividere con voi alcune cose , come se foste il mio diario personale.

Concetti di pochi giorni che non voglio, per ora, dimenticare.

L’AMORE E’ UNA COSA CHE VAFFANCULO.

Non solo ogni lasciata è persa. E’ strano ma vedrai, che ogni scelta è in perdita.

Divorare rapporti come toppe per pantaloni.

Philomena Lee.

 

Liz.

Mestizia da concerto

Amo davvero la musica nel senso più ampio del termine: il susseguirsi di note con l’eventuale accompagnamento di parole, le emozioni che derivano dall’ascolto, le immagini che nascono nella mente risvegliate dalla melodia.

Ma ripeto, amo tutto, anche le cose più concrete e se volete veniali: amo girovagare per negozi (reali o virtuali) e per mercatini alla ricerca di dischi da ammirare e acquistare, amo togliere la plastica protettiva, osservare l’artwork, estrarre con delicatezza il libretto e buttarmi nella lettura dei testi, prima e durante l’ascolto delle canzoni, amo scorrere i ringraziamenti, scoprire grazie ad essi band nuove, amo conoscere che tipo di strumentazione utilizzano i musicisti dalle foto o dalle note a fine libretto, amo immergermi nel suono provando a cogliere il fil rouge che lega l’intera opera, perché deve esserci un collegamento tra le tracce di un album, ma non divaghiamo.

Amo la musica nelle sue forme, e non posso quindi che adorare letteralmente la sua versione dal vivo, amo i concerti: mi danno un’energia e una voglia di vita che raramente ho ottenuto da altre esperienze.

Ultimamente però anche le esibizioni live mi regalano un velo di malinconia.

Quando assisto ad un concerto, specialmente quando ambientato in locali piccoli mi ricordo che nella mia città invece non c’è più nulla, l’unico circolo che ci rimaneva e che permetteva di assistere a performance live di band di tutti i tipi è chiuso fino a data da destinarsi. Due discoteche scomparse, e al posto di una di esse ora sorge un palazzo mai concluso. Nessun cinema rimanente.

Anche il teatro è ridotto ad una barzelletta circense. Siamo perfino senza una biblioteca.

Pensandoci però è raddoppiato il numero di bar destinati all’alta borghesia, uno in centro e uno nel nuovo polo commerciale. Evviva.

Finché c’è Ekidna c’è speranza.

Bran

La riflessione che ha portato alla stesura di queste righe è nata dopo il concerto di una band che su disco non mi fa impazzire, ma che sul palco spacca davvero.  

Andate a ammirarli se potete, magari ci si becca là.