25 Aprile

Vivere qui e ora, un momento difficile, un mondo difficile, un Paese difficile. Lo sappiamo, lo vediamo quotidianamente in televisione, lo leggiamo sui giornali e lo viviamo sulla nostra pelle. Ma a chi possiamo dare la colpa? In fondo tutti noi contribuiamo in maniera più o meno determinante a costruire ciò che ci circonda, e non credo sia giusto attribuire onori e demeriti solamente a figure lontane da noi e dalla realtà quali sono i politici.

Perché in fondo noi siamo Italiani. Ma cosa vuol dire essere Italiani? È una professione, e non da poco. Condivido con voi uno scritto di Ennio Flaiano, attuale più che mai e col quale mi trovo in accordo su quasi tutti i punti. Buona lettura.

Gli italiani veri. Prima di tutto bisognerebbe provare cos’è un italiano. Prendi me.

Dunque: non sono fascista, non sono comunista, non sono democristiano: ecco che mi restano forse venti probabilità su cento di essere italiano. Non scrivo e non parlo il mio dialetto…

– non adoro la città dove sono nato,

– preferisco l’incerto al certo,

– sono per natura dimissionario,

– detesto il paternalismo, le dittature e gli oratori.

– Il gioco del calcio non mi entusiasma, lo sopporterei se sul campo i giocatori fossero

ventimila e il pubblico ventidue persone,

– non ascolto la radio e non guardo la televisione: ignoro perciò gli eroi di queste attività di

cui tutti sanno dirvi vita e miracoli.

– Pago le contravvenzioni, non ho amici negli uffici importanti e mi sarebbe penoso

partecipare a un concorso.

– Non so cantare e non mi piace sentir cantare gli altri, se non a teatro.

– Non scrivo versi.

– Sono italiano?

– Ho conservato sempre gli stessi amici, mi piace viaggiare per l’Italia e quasi ogni luogo mi

incanta e vorrei restarci. Sotto quest’aspetto potrei essere un inglese.

– I grandi problemi mondiali mi lasciano perplesso e non ho per ognuno di essi un giudizio

preciso e definitivo: sono forse indiano?

– Così pure mi stimo abbastanza prudente nel giudicare il prossimo e trovo che la maggior

parte delle persone che conosco sono ottime e gli auguro ogni bene. Esquimese?

– Leggo libri di autori italiani, classici e moderni, e ammiro i nostri artisti e qui potrei dirmi

americano.

– Adoro il sole, il mare caldo, l’Etruria e la Campania e in questo potrei riconoscermi tedesco.

– Se visito un museo non parlo ad alta voce e se vado in una biblioteca non tento di portarmi

via un libro o le sue illustrazioni. Sono forse svedese?

– Non mi interessano i processi, la cronaca nera, la vita mondana. Eremita?

– Non scrivo il mio nome sulle rovine o sui muri dei monumenti. Analfabeta?

– Pago i miei debiti, anzi evito di farne, non ammiro le grandi qualità dei popoli che non

conosco, la morte non mi spaventa, sto volentieri in piedi la notte e una compagnia che

superi le quattro o cinque persone mi annoia francamente. Spagnolo?

– In treno non racconto episodi della mia vita, né do giudizi sull’Italia meridionale, gli

uomini mi interessano per il loro carattere, nelle donne ammiro molto anche l’intelligenza,

che non mi suscita sentimenti di invidia o di disprezzo. Tuttavia, che io sia italiano

potrebbe essere innegabile: infatti mi piace dormire, evitare le noie, lavorare poco,

scherzare, e ho un pessimo carattere, perlomeno nei miei riguardi. Se non fossi italiano, a

questo punto, non saprei che farci. Probabilmente, non sarei niente e questo dimostra, in

fondo, che sono proprio italiano. L’italiana non è una nazionalità, ma una professione.

Per concludere vi invito a dare un’occhiata qui (LifeinItaly.com, non so se mi spiego).

Bran

Se non sarà sereno

Sono ormai le sei e tredici AM. Il peggio è passato, questo è l’unico pensiero che mi conforta. Ormai è mattina e si sa che la mattina attenua le paure, i pensieri.
Verso le 00.58 il letto mi si è mosso. Ero sveglia, con tutto quello che vuol dire. Sveglio i miei e mi dicono che non è vero, che è stata solo una impressione. E io provo a spiegare, ma niente. Apro il Social Network per capire, li avtei trovato una risposta, almeno per queste cose. Risposta positiva. Ora so come si concretizza il mio pensiero che diceva “cosa faccio se ne sento un’altra?”. Bene, ora lo so. Muscoli dello stomaco irrigiditi che hanno creato una sorta di crampo all’addome, durato quasi tre quarti d’ora. Oltre alla tensione e al cuore che batteva.
Lo so, è stata piccola. Una schifezza, imsomma. Io però mi sono spaventata. Io ho preso paura. Forse proprio perchè per la prima volta ho risposto ad una domanda che mi portavo dietro da quasi un anno. E oltre a questo, vi dico che proprio poche ore prima avevo finito di dire “perchè è passato un anno e lui non mi passa mai?” Forse sono io che porto sfiga.

Parte del giorno illuminata, arrivi in fretta?

Liz.

Perdersi e ritrovarsi. In una tasca

Trovo il fantastico mondo delle tasche davvero interessante. Porte spaziotemporali che possono contenere qualunque tipo di oggetto, far sparire qualunque tipo di oggetto e far ricomparire (dopo quanto tempo lo decidono loro) qualunque tipo di oggetto.

Devo confessare però che ancora adesso rimango stupefatto quando le mie tasche mi restituiscono oggetti, ricordi o pezzi della mia vita passata che non pensavo di avere ancora o che credevo perduti per sempre. Sono regali per il mio non-compleanno, e spesso mi illuminano la giornata rendendola piacevole anche se fino a quel momento non lo è stata. Tasche grazie davvero di esistere, mi batterò affinché anche voi siate considerate alla pari degli altri accessori di abbigliamento. È un impegno.

Per concludere degnamente: abbiate cura e rispetto per le vostre tasche, loro possono farvi stare bene, e sappiate che rimettersi una giacca dopo tanto tempo e trovare in tasca un preservativo ancora nuovo non ha prezzo.

Joy Division

Bran

Desaparecido

Qualcuno mi venga a cercare. Non mi sento bene. Sono asociale. Tre giorni in casa per me sono un suicidio. Soprattutto se vedo la primavera entrare dalla finestra. Con i suoi colori. Con i suoi rumori. E con i suoi profumi. Si, perchè sono ammalata ma non mi frega. Io in balcone con la sciarpa ci vado poi lo stesso. E profuma. Profuma un sacco. Ieri sera me ne sono accorta per davvero.

Primavera non bussa, lei entra sicura.

Stamattina sono tutti a giocare, ed io in casa a farmi qualche viaggio strano su cosa vorrei fare oggi. Dove andare. In un qualche posto in bici, tipo ai Barchessoni. O nelle vicinanze. Con il verde che cresce. Mi aiutano in sottofondo i Kings Of Leon, con la loro tristezza.

Oggi ci sono anche i carri, prima ne ho visto passare qualcuno. E’ proprio festa di Primavera oggi. Andateci bimbi, io ci andavo sempre. E mi divertivo. Anche da non troppo piccola ci andavo, diciamo che non ho perso nemmeno un anno, forse qualcuno per una qualche verifica del giorno dopo. E mai una volta che io sia riuscita  a prendere uno di quei palloni super tela che lanciavano giù dai carri. Non sono mai stata molto fortunata per quelle cose.

Ah, prendo un antibiotico più grande di me, che sono costretta a tagliare in due perchè ho la gola così gonfia che se no non passa. Evviva.

E buona giornata.

Liz.

Somebody to lay with

Pioggia, pioggia continua.

Sembra quasi volerti trattenere in casa, negarti la libertà tracciando liquide sbarre alle tue finestre, impedirti di vivere la realtà che si trova oltre la tua porta. Basta ti prego.

Il periodo non è dei migliori, il meteo, ormai è chiaro, non aiuta, e io cosa faccio per tirarmi un poco su di morale?

Mi dono completamente agli allegrissimi Depeche Mode. Good choice.

No?

Come on and lay with me
Come on and lie to me
Tell me you love me
Say I’m the only one

Experiences have a lasting impression
But words once spoken
Don’t mean a lot now
Belief is the way
The way of the innocent
And when I say innocent
I should say naive
So lie to me
But do it with sincerity
Make me listen
Just for a minute
Make me think
There’s some truth in it

Promises made for convenience
Aren’t necessarily 
What we need
Truth is a word
That’s lost its meaning
The truth has become
Merely half-truth
So lie to me
Like they do it in the factory
Make me think
That at the end of the day
Some great reward
Will be coming my way

Bran