Far finta di essere sani

Apprezzatelo tutto, ve ne prego

La spinta per scrivere mi viene da questo pezzo, passato incredibilmente per radio questa mattina. Trasmette una rabbia e una frustrazione disarmanti, e mi ricorda che anche la realtà odierna non è un gran che meglio.

Qualche tempo fa ho seguito la trasmissione su raitre dedicata a Gaber. Gran bella idea, mi fa sempre piacere sentire e parlare di Gaber, i risultati, ecco quelli non sono sempre degni dell’argomento trattato.

Mi sento di dire innanzitutto che Gaber non è facile, non è semplice da capire davvero e quindi da apprezzare e da riprodurre; se si mette un microfono in mano non ad un cantante ma a un (boh?) personaggio televisivo, difficilmente si otterranno prestazioni soddisfacenti.

Sintesi di ciò che hanno trasmesso in prima serata.

Gaber è cantante e musicista vero.

Non tutti possono Gaber solo perché bazzicano per meriti o no in televisione, quindi ho apprezzato le esibizioni di Ruggeri e Bersani, adatti a cantare canzoni, mentre ho trovato quasi offensiva la presenza di Rocco Papaleo. Non mi dilungo.

Patti Smith mi lascia sempre soddisfatto, da quando l’ho vista la prima volta a passeggio tra il pubblico a Carpi prima del suo concerto, alla sua esibizione a San Remo per risollevare la mia amata Impressioni di Settembre dalla desolazione in cui l’avevano portata i Marlene Kuntz, a quest’ultima sera.

Ultimo commento su Luca e Paolo: il passato nei Cavalli Marci non si dimentica e il giusto approccio a un tale artista hanno reso le loro esibizioni assolutamente godibili.

Gaber è scrittore, commediografo, attore vero.

Claudio Bisio ha iniziato a teatro e si vede, non troppo bene come cantante ma assai piacevole nella recitazione (Jannacci ha davvero capito come andava affrontata una serata del genere, complimenti).

Io sono segretamente innamorato di Paolo Rossi e questa sera non mi ha deluso.

Io mi sto segretamente innamorando di Neri Marcorè e questa sera non mi ha deluso (La Paura è forse il mio pezzo di prosa preferito).

Immancabile ha fatto la sua apparizione anche Luciana Littizzetto con un monologo sulle donne: è quindi possibile la comicità anche impegnata in assenza di volgarità? A quanto pare sì. Prendere nota.

Menzione di disonore per Fabio Fazio, legge durante tutta la trasmissione dal gobbo senza far nulla per nasconderlo, dopo aver detto che Gaber era fissato con la preparazione dei suoi spettacoli, Lui non lasciava mai nulla al caso, limitava al massimo l’improvvisazione e sicuramente non leggeva. Fabio, questo è Lucio Fabbri, prova ad informarti un secondo sul personaggio.

Tirando le somme è stata una serata veramente piacevole e ricca di musica vera e di personaggi dello spettacolo meritevoli di attenzione. Ho apprezzato veramente di cuore tale trasmissione. Grazie.

E grazie Signor G.

Giorgio Gaber

Bran

PS Gaber da morto ridicolizza due politicanti “vivi”.

Panegirico alle mutande di pelliccia

Premessa

Condizioni d’uso: non somministrare prima di affrontare altre persone, pericolo di violenza gratuita e di utilizzo improprio di oggetti quotidiani a mo’ di arma.

Manowar1984Poster

Mi è arrivato. Lo ammetto, ho dovuto acquistarlo su Amazon, ma non sono riuscito a trovarlo nei negozi che ho scansionato.

The Lord of Steel, l’ultimo album dei Manowar.

E spacca di brutto.

Cosa posso scrivere riguardo ai Manowar senza sembrare completamente fuori di testa? Niente. Mi fanno impazzire, mi ritrovo a cantare in mezzo alla gente di battaglie epiche e di rapporti epici con una o più donne. Leggete Howard e capirete cosa intendo.

I Manowar riescono nell’arduo compito di annullare il tempo, azzerano l’età: premendo PLAY mi ritrovo in un epoca indefinita a cavallo e con una spada di acciaio nelle mani, circondato dai corpi dei nemici del metallo caduti sotto i miei colpi e con davanti la corona di un regno che mi attende.

I Manowar mi caricano a palla, mi tirano su quando davvero ne ho bisogno, e l’ultimo album lo fa in modo veramente ottimo. Canzoni semplici e che ti si incollano subito in testa, testi scritti con le solite 30 parole così da impararli in fretta e ciliegina, un basso veramente molesto che ti batte nelle orecchie. Si sente la mancanza di Scott Columbus ma è lo spirito che continua. Dopo il precedente assolutamente sottotono ero veramente desideroso di un album di questo tipo che ti rimette in pace con il mondo, semplicemente perché il mondo lo hai combattuto e sconfitto. Non elenco i pezzi ma vi assicuro che è davvero un grande acquisto.

Saluti

Bran

Tieniti stretta

E proprio adesso io
mi chiedo il perché
di fronte a così tante cose
a cui dire addio
mi sento più forte di prima
mi sento più vicino a te.

Te che mi cerchi
te che mi chiami
questa nebbia
a banchi stanchi noi
aspettando si spalanchino i ricordi
e poi davanti alla tristezza
con l’asfalto che si spezza.

Non ce la faccio. E’ molto più forte di me. Io scappo più veloce di lui, ma lui si nasconde dietro l’angolo. Appena mi siedo alla scrivania, lui arriva. E mi colpisce. Ogni volta che mi siedo qui non riesco a non pensare a come sarebbe se proprio adesso tutto iniziasse a tremare. Come quella volta. Come quelle volte. Dove scappo? Dove mi nascondo?

Quelle volte ero inconsapevole. Ora invece che so, dove vado? Rimango. O forse corro. Mi si riempiono gli occhi.

Lo so. So però che appena mi alzerò da questa sedia tutto sarà come qualche minuto fa. Un pensiero frequente, ma lontano. Perchè non voglio farmi prendere.

Liz.