Xmas time

Seduta sul divano ad aspettare. E canticchio una canzone. Non so bene come abbia fatto ad infilarsi cosí di prima mattina nella mia testa, visto che tutti i mezzi tipo radio o tv sono spenti e miei sono ancora a letto… In questi casi penso sempre di averla sognata e quindi che sia rimasta in un cassetto del cervello. Scegliere la domenica è sempre un po’ difficile. Non si sa mai se sará una bella giornata oppure una di quelle noiose… Come quando alle superiori dovevo studiare matematica tutto il giorno per la verifica del Lunedì che se, per qualche strano motivo, fosse andata bene, avrei comunque preso al massimo 5.
Sto aspettando per andare in montagna. Forse non sará una Domenica noiosa. Questi sono i primi giorni di vacanza che sento il dovere di pagarmi da sola, con i miei soldini. Non voglio pesare sui miei genitori che stanno passando una situazione difficile. Esco poco. Spendo poco. Risparmio e faccio delle scelte. Mi sembra di aver avuto bisogno di diventre grande tutta di un colpo. E non mi pesa.

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Babbo Natale, non ti ho scritto una lettera. E so che il tuo giorni è già passato.Ma se riesci, portaci un anno migliore.

Liz.

Il potere delle parole

Ripensando un poco a ciò che mi circonda, a ciò che leggo, che ascolto, che vedo, che vivo, sono arrivato alla conclusione che le parole siano sempre meno importanti, che qualcuno stia operando di nascosto per privarci della possibilità di parlare.

Parlare, non comunicare.

Perché se ci pensate un momento, le possibilità che ci vengono offerte per poter “comunicare” (con chi poi?) sono sempre più numerose, a partire dai preistorici SMS ed e-mail fino ad arrivare a whatsApp e Tumblr passando per gli ormai imprescindibili Facebook e Twitter. Tutto molto bello, distanze azzerate e possibilità di condividere pensieri ed esperienze con un pubblico immenso.

Ma niente parole.

Al massimo frasi in italiano traballante (io sono il primo), citazioni prese da chissà dove e foto che dovrebbero far ridere/piangere.

Ma niente parole.

Non parliamo più, anche solo la telefonata è evitata se possibile dai ragazzi più giovini, gli stessi che probabilmente non hanno mai visto e tanto meno usato una cabina telefonica. (Io comunque non sono anziano, mettiamolo in chiaro. Sono vecchio dentro, ma questo è un altro discorso).

Ora azzardo una conclusione: molte persone non conoscono più la potenza delle parole.

La riflessione è partita dagli occhi di una ragazza. È bastata una mia parola per annichilirla. Non è stata una cosa voluta, si stava scherzando in laboratorio del più e del meno, quand’ecco uscire dalle mie labbra una parola devastante come lo è la cosa che descrive.

Una parola ed i suoi occhi si sono spenti, lo sguardo abbassato e la voce sparita.

La potenza di una singola parola.

Mi trovo poi d’accordo sul fatto che una parola, per esercitare il suo potere al massimo, richiede delle cose aggiuntive, una certa atmosfera, un’introduzione adeguata e soprattutto un interlocutore vero, ma saper usare le parole dona una potenza difficilmente arrestabile.

Perché scrivo questo?

Perché le sensazioni che provo quando mi trovo ad affrontare la società odierna e il suo modo di “comunicare” (vedi sopra) mi riportano alla mente un romanzo che mi ha abbastanza distrutto. NON vorrei finire in una società di questo tipo.

La smetto perché come disse qualcuno “io non so scrivere e voi non sapete leggere”.

Potrei concludere con qualche cosa di italiano sulla pericolosità degli slogan che uccidono il pensiero, o sull’importanza della voce per far sentire le nostre idee (ideale in comune è l’antifascismo). Concludo invece in modo lineare come mio solito. Enjoy the silence.

Bran

Negli occhi hanno gli aeroplani.

Per volare ad alta quota.
Dove si respira l’aria e la vita non è vuota.
Le vedi camminare insieme.
Nella pioggia o sotto il sole.

[Ritratto di donne differenti, un po’ qualunque.]

Sono contenta. Sollevata. Più motivata. Dicono nel meteo che c’è pericolo di pioggia che ghiaccia al suolo. Non mi importa molto. Oggi mi sembra meno inverno del solito. Forse perchè ancora è autunno, effettivamente.
Mi sembra di essermi tolta un peso atomico [M].

Oggi mi hanno detto che:
– Mi hanno sognato.
– Che me lo sono meritata.
– Che non devo mentire.
– Che ho fatto la scelta giusta.

Ho scoperto:
– Una pista ciclabile.
– Che la compagnia allieva ogni dolore.
– Che senta facilmente la mancanza di qualcuno.

Liz.

La voce dall’alto #5

Mediocrità.

Una parola basta ad annientarmi. Ne sono consapevole, niente di importante, niente di particolare, di folle, di avventato, di giusto o di sbagliato. Mediocre. Trascurabile. Può, anzi posso essere dimenticato.

Nulla da dichiarare, nulla da recriminare.

Nulla

Cartello

Bran